R.S.V.P. (répondez, s'il vous plaît), 2010. 

R.S.V.P. (répondez, s'il vous plaît), land art installation, travertine, 550 x 1050 cm, in ArtexUomoxNatura, group exhibition, Terme acque albule, Roma, Italy. 21st of March - 25th of April 2010. 


R.S.V.P.©WertherGermondari


L’arte di Werher Germondari è in grado di farci riflettere e di accoglierci nel mondo del pensiero puro, accompagnandoci con una sorta di inviti, di interrogativi, mai aggressivi, con qualcosa di giocoso che, in ultima analisi, si apre alla speranza. L’opera “R.S.V.P.”- acronimo di “RESPONDEZ S’IL VOUS PLAIT”, la formula usata negli inviti ufficiali - vuole essere innanzitutto un’appello a rispondere, ad avvicinarsi - senza quell’atteggiamento pregiudiziale che io ho definito “arsphobia”- all’arte e agli artisti, da parte dei visitatori e, soprattutto, degli avventori che frequentano lo stabilimento balneare quotidianamente, che non sono abituati a vedere quello spazio allestito con interventi artistici, affinché siano curiosi, vengano a vedere, a scoprire e  si fermino almeno un po’, almeno di fronte all’opera d’arte. L’arte di Germondari, infatti, innanzitutto “si offre” e, nell’offrirsi, “fa presenza”- mai violenta, mai urlata - ma s’inserisce armoniosamente, in perfetta osmosi con la natura, in omaggio a Richard Long - uno dei maggiori rappresentanti della Land art, che ha usato i percorsi di pietre come sua forma espressiva peculiare. Inoltre, con una nota ludica, l’acronimo dell’installazione rimanda all’altro, della storia romana, S.P.Q.R., con ciò creando una sorta di coincidentia oppositorum con la strada romana, su cui l’opera si affaccia e con cui dialoga. I messaggi espressi dall’artista sono fondamentalmente due: uno è quello di rivisitare, di rivedere in modo inedito una testimonianza antica, con cui l’uomo contemporaneo deve confrontarsi, per ritrovare se stesso, le proprie radici e nuovi punti di riferimento; l’altro  risiede nella risposta data dall’opera stessa, che si pone come esemplare nel saper creare un rapporto osmotico, equilibrato, armonioso, sia con la natura circostatnte, sia con il proprio passato, guardando, alla luce dello strumento arte, con occhi speranzosi, al futuro. (Lucrezia Rubini)

I termini uomo e natura, che costituiranno le polarità fondamentali del mio discorso, saranno scritti con le lettere maiuscole o minuscole, a seconda che vogliano esprimere un afflato universale, e positivo, oppure siano intesi nel senso più comune; il termine uomo, ovviamente, starà ad indicare l’umanità, nel significato ereditato dall’Umanesimo. 

Per queste tematiche ho seguito soprattutto le idee di Pietro Montani, Bioestetica. Senso comune, tecnica e arte nell’età della globalizzazione, Roma, Carocci, 2007 (Frontiere dell’estetica)

vedi anche / see also: RSVP in Biennale d’Arte di Anzio, 2011


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