LA COLLEZIONE LINGUISTICA, group exhibition, OGA, Roma, Italy, 23-29 May 2013

Artisti: Marco Amorini, Luigi Battisti, Osvaldo Cavandoli, Werther Germondari,, Ilaria Loquenzi, Gianni Piacentini, Michele Sanzò, Antonio Tamilia.

Mostra collettiva con opere di otto artisti italiani, tutte provenienti dalla collezione dell’OGA, in cui sono presenti riferimenti al linguaggio scritto e parlato. 

Marco Amorini aka Time (Roma, 1961) psicologo, lavora con fotografia, video e foldforming. Il nucleo del suo lavoro indaga il rapporto tra l'essere umano e le metropoli. Nel 2000 è stato invitato dall'Unione Europea a rappresentare l'Italia all'Expo Universale di Hannover. Nel 2012, con l'artista Giulia Palma aka Seal Dellera, ha creato Extrême, un'organizzazione che si propone di diffondere il Foldforming, un'innovativa tecnica di lavorazione dei metalli sviluppata dal canadese Charles Lewton-Brain.

Luigi Battisti (Poggio Bustone, 1957) è autore di una ricerca che spazia liberamente tra le tecniche pittoriche e quelle scultoree, assunte operativamente nel confronto con materiali assai differenti, mai considerati come semplici supporti ma anzi indagati nelle loro potenzialità reattive, in un tentativo costante di reinvenzione dei linguaggi che assegna un ruolo preminente alla consapevolezza progettuale di gesti minimi che, inscritti originariamente in quelle tecniche, nel suo lavoro sono reiterati in altrettanti e asciutti metodi procedurali.

Osvaldo Cavandoli (Toscolano-Maderno, 1920 – Milano, 2007) è stato un animatore, regista e fumettista italiano, celebre soprattutto per aver creato e animato il personaggio de La Linea. Negli anni ‘60 e ‘70 realizza 35 film pubblicitari Lagostina, andati in onda nel ‘Carosello’ della Rai. L’essenzialità del tratto, l’originalità del personaggio e il carattere un po’ brontolone segnano il successo mondiale della Linea e la sua ascesa nell’Olimpo dei personaggi animati. Nel 1998 Cavandoli è scelto per decorare con la sua Linea le pareti degli uffici dell’Allianz di Berlino.

Werther Germondari (Rimini, 1963), attento a dinamiche innovative sperimentali neo-concettuali e situazioniste, che si caratterizzano per un gusto ironico e surreale, svolge da trent’anni una ricerca attraverso numerosi media espressivi. Ha partecipato a esposizioni in gallerie private e spazi sperimentali, alternando installazioni d’ambiente, videowork e atti performativi, e focalizzando l’attenzione su elementi nascosti, attinenti a una visione reale, sociale e politica.

Ilaria Loquenzi (Roma, 1976). Oltre ad aver creato lavori on-site specific in varie regioni d’Italia, i suoi lavori sono stati esposti anche alla Golden Thread Gallery di Belfast, al BETA space – Arts in Bushwicka di New York, e al Flash Art Museum di Trevi. Le sue opere, che spaziano tra il disegno, la fotografia, l’installazione, la video installazione e la performance, sono caratterizzate da una attenzione costante allo spazio espositivo e al rapporto con lo spettatore, sia nella sua intimità che nel suo essere parte della società.

Gianni Piacentini (Roma, 1940). Tra suoi progetti: Carnibali (per farla finita con i tagliatori di carne), Galleria Gallerati, Roma 2012. Ha contribuito alla performance collettiva TAXXI (Movimento di corpi e mezzi al riparo dalle piogge acide contemporanee) prodotto dal Dipartimento Educazione del Maxxi nel 2012. Sua la cura del Premio città etica (per l’anno duemilae...), del Premio Retina per le arti visive e della rubrica La mostra che non ho visto sul sito Art a Part of cult(ure).

Michele Sanzò (Cercemaggiore, 1955) Diplomato all'Accademia Nazionale di Arte Drammatica ‘Silvio D’amico’ di Roma e all'Accademia Musicale Chigiana di Siena. Autore di canzoni e di testi per sceneggiati radiofonici, è inoltre docente di dizione, comunicazione verbale e consulente di public speaking di ambasciatori, politici e imprenditori. Autore e regista di diversi cortometraggi e di documentari, ha pubblicato, nel 2012, il libro di poesie: “Movimento spontaneo di piccole stelle”.

Antonio Tamilia (Roma 1957) manipola modelli fotografici della realtà per re-inserirli in una dimensione atemporale; con asciutto rigore astratto - informale (...) il fluire comunicativo e la volontà e l‘istinto di sospendere tale flusso ed indagarlo, la definizione di un dialogo, che ingabbi la comunicazione in un centrifugo monologo, non è l‘obiettivo di Antonio Tamilia. Casomai il suo intento sembrerebbe quello di tracciare delle possibili traiettorie centripete e suggerire una moltitudine di possibili eventi...” (Irene Amore - “Inside” feb. 2003). 

Werther Germondari © 1980 - 2018